Miguel Mesa, straordinario lavoro in Gaza
Territori in-formazione
Dalla Spagna, Miguel Mesa del Castillo Clavel, architetto e docente di architettura e tecnologia complessa nel Corso di Laurea in Architettura presso l’Università di Alicante, ci propone un’interessante ricerca condotta in team con il Departimento de Expresiòn Grafica y Cartografia, su di un territorio, la Striscia di Gaza, che vive uno dei più violenti conflitti del XX secolo.
Un’indagine cucita su di una terra (striscia da già l’idea di uno spazio irrisolto e conteso) in cui la forma di governo vigente è l’instabilità e la cui geografia indefinita si evolve simultaneamente al conflitto. Dallo studio emerge la chiara volontà di capire cosa cambia o non cambia in una terra ferita e dentro un’architettura di confine.
Tutto lo studio è frutto di elaborazioni fatte con gli strumenti della cartografia digitale che indagano la complessità del territorio da molteplici punti di vista .Ci sembra, che attraverso la ricerca condotta dal dipartimento di Alicante, si possano estrapolare almeno due concetti chiave che sembrano animare il lavoro :
Il primo, e’ che l’informazione, che oggi ci raggiunge ( bollettini di guerra, dati statistici, numero di vittime, ecc..ecc…), ha bisogno sia, di essere trattata, quindi elaborata criticamente per essere metabolizzata e diventare strumento di conoscenza collettivo, sia di essere mediata culturalmente, per esorcizzare un cinico e passivo vojerismo di guerra che ci rende solo impotenti spettatori.
Il secondo e’ quello che riguarda il metodo con cui vengono trattate le informazioni ed il modo in cui un’informazione latente viene trasformata in informazione manifesta. Questo processo costituisce oggi il legame tra tecnologia e cartografia: il sistema GIS che unisce il CAD(Computer-Aided Design)a un DBMS(Database Management System), ha permesso il fermo immagine di una realtà dinamica e complessa. I sistemi GIS rispondono al bisogno di innovare le descrizioni e le relazioni concettuali e di densificare semanticamente l’entità geografica fornendo nuovi strumenti di comprensione del territorio che diventa cosi’ catalizzatore di informazioni che propongono individuali e complessi codici di lettura.
E’ forse in questo che la cartografia digitale, con la sua capacità di analisi su più livelli, può proporsi come una sorta di e-governance, intesa come nuovo strumento di partecipazione critica alla comprensione di luoghi e volta a stimolare la cooperazione tra saperi (antropologia, economia e scienze politiche, architettura e urbanistica) e istituzioni. La cartografia digitale si confronta oggi con il difficile compito di gestire lo scarto tra il tempo collettivo dei media informatici e il tempo soggettivo legato alla ricerca di informazioni.
Referencias
Quasi come un dossier o un racconto progettuale, la ricerca passa in rassegna con originale pragmatismo grafico e una inedita simbologia, la complessità geo-politica del territorio, attingendo a dati e informazioni tratti da innumerevoli fonti. Il protagonista di questo racconto e’ il collasso, che ordisce la struttura narrativa e da ritmo e indirizzo al lavoro.
collasso territoriale: un’excursus storico-geografico sugli ultimi cento anni nella striscia di Gaza che guidato da un asse temporale zumma di volta in volta sulle tappe fondamentali del conflitto arabo-israeliano e sul suo agitarsi di invasioni, guerre, armistizi, restrizioni, accordi e diaspore etniche.

collasso economico : segue la politica del controllo ed individua i cinque maggiori distretti urbani della Striscia di Gaza. Si mappando quindi, i principali porti, le zone di proibizione della pesca e di restrizione commerciale, dove l’embargo proibendo l’ingresso a Gaza di molti prodotti ( generi alimentari, materiali da costruzione, farmaci) dà vita ad un parallelo mercato del contrabbando. Ne emerge che l’economia, all’interno della Striscia di Gaza gira, attraverso scambi di merci e beni che avvengono in enormi tunnel scavati nella roccia portando come diretta conseguenza al successivo collasso.
collasso circolatorio: passando da Gaza City fino a Rafah e strisciando lungo il muro di cemento che la separa dall’Egitto si riesce ad avvertire quasi il disagio dei tunnel che d’improvviso e numerosi scavano il territorio: strade verticali larghe fino a 50 metri (Philadelphia Route) servono per l’ approvvigionamento di viveri, armi e medicine. Questa trappola territoriale chiude la prospettiva di espandersi oltre i muri e le barriere (Rafah ad esempio è per metà in territorio palestinese e per metà in quello egiziano) con il conseguente blocco sia delle merci che dei flussi.

La densità semantica e grafica, con cui sono stati rappresentati i concetti di cui sopra, riesce nell’intento di descrivere le parti di territorio contese nella città. Ed il dato sorprendente che ne esce e’ la somiglianza che queste mappe hanno con l’immaginario collettivo, che si ha dei territori in guerra.
collasso temporale : attraverso la raccolta di dati, solitamente non accostabili, la ricerca condotta da Miguel Mesa, identifica parametri generanti mappe che descrivono l’orientamento di flussi di persone, merci e mezzi legati all’economia ed alla vita che si conduce nella striscia di gaza. La lettura di queste mappe mette in evidenza come l’architettura ed il disegno del territorio che si produce in un luogo come questo ( fatto di muri,ceckpoint,frontiere,torri di controllo,tunnel) risponde al bisogno primario della sicurezza. Questo bisogno genera a sua volta il disegno degli agglomerati urbani, che si configurano come isole abitative nel mezzo del conflitto e che a volte denunciando disconnessioni profonde tra agglomerati anche molto vicini.
La ricerca però non si ferma a questa analisi, ma partendo da punti di connettività reale ( punti in cui alcuni agglomerati urbani si toccano) , e grazie all’uso di isocrone individuate sul territorio (porzioni circolari di territorio percorribili in un determinato tempo ) da vita ad una nuova configurazione territoriale.
Di colpo la Striscia di Gaza ha nuovi confini.

collasso bellico: appunta sulle carte geografiche , come su di un diario, i 25gg di offensiva militare israeliana individuando le principali traiettorie dei razzi, il numero di obbiettivi centrati, il numero di obiettivi mancati, i mezzi a terra, il numero di vittime tra civili e militari, i principali tipi di manufatti edilizi colpiti, annotando con dovizia di particolari le risposte che giorno per giorno il territorio da .

In ultima analisi ci sembra doveroso segnalarvi una singolare rappresentazione che lo studio fatto ad Alicante ha inserito nel lavoro su Gaza. Attraverso analisi comparative il territorio di gaza e’ messo a confronto con tre differenti realtà internazionali con l’intento di esplicitare il baratro sociale, economico e politico che si crea nei territori in conflitto.
Nella prima,con una inedita veste della Piramide di Maslow ,Gaza,Alicante e Guantanamo confrontano le proprie condizioni di vita per trovare punti in comune.

La seconda indagine ci rivela una densità di abitanti/Kmq, nella striscia di Gaza che, comparata con quella della Spagna, dell’ Iraq e del mondo risulta di almeno 50 volte superiore.

La terza indaga il consumo umano di risorse naturali in relazione con la capacità della Terra di rigenerarle. In altre parole, essa misura l’area biologicamente produttiva di mare e di terra, necessaria per rigenerare le risorse consumate dalla popolazione e per assorbire i rifiuti da essa prodotti.

MIGUEL MESA insegna progettazione architettonica presso l’Università di Alicante dove nel 2007 ha fondato il Laboratorio di Architettura e Informatica finalizzato alla applicazione delle tecnologie digitali al pensiero ed alla produzione architettonica. Dal 2004 lavora come architetto associato allo studio Ad-hoc Arquitectura + Territorio sviluppando progetti di architettura, paesaggio, analisi territoriale e gestione urbanistica fortemente orientata alla sostenibilità ambientale, sociale e politica. Attraverso una mappa complessa dei territori occupati di Gaza, uno dei suoi ultimi lavori analizza i legami tra spazio costruito, tecnologia, rappresentazione e politica.

