CarlorattiAssociati
E’ forse luogo comune narrare la situazione di nuovi studi d’architettura in Italia con un certo distacco e con venature di diffidenza. Non è certo una critica ai redattori delle news d’architettura o agli addetti al settore. L’atteggiamento, comunque cauto, è dato dalla visione della realtà lavorativa-culturale in cui i nuovi studi si muovono. Molte iniziative nascono, e poche, davvero poche, riescono a sopravvivere. Colpa del “sistema italia” senza dubbio. Quando capita, perciò, di imbattersi in una nuova realtà lavorativa, giovane, sicuramente affermata, ed altrettanto promettente, è giustificato l’entusiasmo e la gioia di volerla, condividerla con voi.
E’ il caso dello studio torinese Carlorattiassociati .
Nato ufficialmente nel 2001, lo studio ha al suo attivo diverse esperienze nel campo dell’architettura. Attenzione, qui è d’uopo fare un a precisazione: le esperienze citate riguardano non solo l’alveo dell’architettura progettata, quella per intenderci dei concorsi, delle ricerche, o delle pubblicazioni. Mi riferisco al vero fare architettura, quella materialmente costruita e quella che cosi pochi studi emergenti italiani hanno la possibilità di praticare.
Aramplus pubblica oggi on line la Prima Parte dell’intervista realizzata a Walter Nicolino ed a Carlo Ratti. Credo che il documento proposto sia una sintesi dello spirito e del lavoro che lo studio ha intrapreso nei primi sette anni di vita. Una sintesi, poiché i temi affrontati sono impegnativi e tanti e sono oltresì quegli stessi temi dove la critica attuale si sofferma maggiormente cercando continuamente d’afferrare lo spirito dei nostri tempi. I due progettisti ci hanno aperto le porte del loro lavoro, delle loro ricerche e dei loro studi, aggiungendo cosi un punto di vista interessante e critico su cui continuare a riflettere. C’è da aggiungere che la loro attività, snocciolata a cavallo di due continenti e di diverse nazioni, risente di quell’influsso internazionale che conforma l’attuale architettura. Carlo Ratti è infatti direttore del Sensable-city-Lab al MIT di Boston con il quale ha partecipato, per citarne una, all’ultima Biennale di Venezia con “roma live” e proprio in questi mesi impegnato con Walter Nicolino nella realizzazione del Digital Water Pavillion per l’Expò che si aprirà dal prossimo 14 giugno a Zaragoza in Spagna.
Vi lascio al video con una riflessione che vuol essere al contempo critica e di speranza: Ospiteremo in Italia per il 2015 l’expò universale che la cità di Milano si è aggiudicata proprio in questi giorni. L’occasione, c’è poco da soffermarsi, è più unica che rara. Come ci ha insegnato lo storia di questi ultimi decenni le grandi trasformazioni urbane, quelle capaci di ridisegnare e risolvere l’assetto del territorio, passano per questi grandi appuntamenti. Ancora di più l’intreccio tra economia media e architettura si stringe, ancora di più sarà compito nostro non sciupare questa occasione chiamando alle luci della ribalta solo le solite StarArchitects. Per carità, nulla in contrario alla partecipazione di grandi firme straniere, ben vengano tutti i progetti già concorsualizzati, ben venga la mano di un veterano della disciplina che da coerenza ai diversi interventi. Ma Milano sarà soprattutto l’occasione per offrire possibilità di crescita e di realizzazione ai nostri studi, a quelli meritevoli ed intraprendenti, a quelli che domani saranno chiamati in altre città del mondo per il prossimo expò. Ci auguriamo che lo studio Carlorattiassociati possa contribuire alla qualità di tutto quello che sarà Milano nel 2015.
Ci ripromettiamo di ritornare sull’argomento, per ora,
Come sempre, buona visione.


